Uomo sorregge pagelle Sei Nazioni

Il torneo delle Sei Nazioni è stato un successo sotto diversi punti di vista: il rugby europeo si è messo in mostra.

L’edizione terminata questo sabato può essere considerata una tra la migliori di sempre. Il successo dei francesi che ha sancito la vittoria del torneo, è arrivato nello scontro contro l’Inghilterra in una partita decisa a tempo scaduto da un piazzato di Ramos. La massima incertezza sul vincitore ha regalato una montagna russa di emozioni che hanno conquistato i tifosi di rugby. Basti pensare che prima dell’ultima giornata, rinominata “Super Saturday“, le possibili vincitrici erano tre: Irlanda, Scozia e Francia.

Mai prima d’ora si era visto un torneo così aperto per via di continue sorprese a livello di risultati. Idealmente basterebbe vedere come l’ultima classificata – il Galles di Steve Tandy – sia riuscita a battere l’Italia, che a sua volta ha sconfitto in casa la Scozia. La stessa nazionale scozzese è uscita vincente dalla sfida interna contro i francesi, nonché i futuri vincitori del torneo. Insomma, il Sei Nazioni ha regalato quell’imprevedibilità che sulla carta non era ipotizzabile visto lo strapotere francese.

Galles 6,5: partenza dura ma ottimo finale

L’ultima classificata del torneo chiude con 6 punti ed una sola vittoria con punto di bonus annesso. Le previsioni che orbitavano intorno al sistema gallese non lasciavano presagire un buon percorso. L’obiettivo della competizione era evitare il terzo consecutivo cucchiaio di legno, ma ciò non è avvenuto. Il momento di crisi profonda in corso sta segnando negativamente una Nazionale che solo nel 2021 alzava il trofeo in questione. La squadra di Steve Tandy è riuscita ad affrontare le difficoltà unita e a finire il torneo in crescendo, regalandosi una vittoria convincente davanti alla sua gente.

Dopo un inizio complicato a dir poco – per via delle nette sconfitte con l’ Inghilterra a Londra e in casa contro la Francia – i gallesi si sono ritrovati. Le buone ma sfortunate prestazioni con Scozia ed Irlanda non hanno regalato vittorie, ma hanno aumentato la consapevolezza nei loro mezzi. La massima espressione di rinascita sportiva è avvenuta tra le mura del Principality Stadium di Cardiff. Nella sfida contro l’Italia la forza e la convinzione dei Galles ha avuto la meglio sui ragazzi italiani. Il quasi sold out del pubblico è stato il fattore determinante del successo. Il Galles ne aveva di più e ora, guardando al suo futuro può iniziare un percorso di crescita basato sui nomi già presenti nel giro della Nazionale.

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Inghilterra 4,5: male Borthwick e i pilastri della squadra

La vera delusione del Sei Nazioni è la nazionale guidata da Borthwick, reo di aver gestito malamente un gruppo ricco di talenti. Le aspettative iniziali riportavano di un’Inghilterra candidata ad essere la rivale numero uno dei francesi, ma la realtà è stata ben diversa. Il percorso si chiude al penultimo posto: l’unica vittoria all’esordio in casa contro il Galles. Da quel momento nulla di più: il rimpianto della sconfitta allo scadere nell’ultima giornata con la Francia, rappresenta un ulteriore contraccolpo emotivo.

Attribuire tutte le colpe all’Head Coach sarebbe errato, ma alcune sue scelte errate gli sono costate delle vittorie. La stampa inglese lo identifica come reale colpevole di questo cammino deludente. Un licenziamento da parte dei vertici alto sarebbe “gradito” e supportato dal popolo inglese della palla ovale. Il fattore sicuramente determinante è stato però lo sforzo e la fatica dei pilastri Itoje e George su tutti. La nazionale inglese non trova continuità di risultati se non ha in campo uno di questi due atleti. La loro leadership è bussola e forza trainante del gruppo.

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Italia 7,5: sempre competitivi ma beffa finale in Galles

Il focus reale dell’Italia è stato essere competitivi all’interno del torneo nei vari incontri. Coach Quesada e capitan Lamaro hanno sottolineato l’importanza di “non basarsi sul risultato fine a sé stesso, ma di volgere l’attenzione sul percorso e la crescita del gruppo“. Il cammino dell’ Italrugby è stato alquanto convincente: due vittorie, entrambe ottenute all’Olimpico contro Scozia e Inghilterra. La classifica recita quarto posto e 9 punti ottenuti. Il rammarico per le sconfitte deriva dalla capacità degli Azzurri di essere stati sempre in partita nelle uscite contro Irlanda e Francia. Discorso diverso per la partita finale a Cardiff.

Ci sarebbe molto da dire in merito all’approccio alla partita contro il Galles, ma sarebbe deleterio. Il movimento italiano deve gioire dell’impresa contro l’Inghilterra e analizzare quello di buono fatto: mischia e touche in primis. Gli aspetti da migliorare si trovano a tutte le nazionali, ma in questo Sei Nazioni l’Italia si è dimostrata sempre combattiva, pronta a mettere il bastone fra le ruote alle rivali. Non è stato il migliore risultato a livello complessivo, ma al contempo le ottime prestazioni messe in scena fanno ben presagire in vista dei prossimi impegni. Diversi nomi di spicco sono stati esclusi dalle convocazioni per via di infortuni, il ché lascia presagire che il meglio deve arrivare.

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Scozia 8: pesa troppo la sconfitta con l’Italia

Il percorso scozzese per questo Sei Nazioni si è aperto con una sconfitta all’esordio a Roma contro l’Italia e si è chiuso con la caduta a Dublino contro l’Irlanda e la conseguente impossibilità di sollevare il trofeo. Il terzo posto finale dimostra le buone qualità del gruppo guidato da Townsend, ma anche la troppa dipendenza dalla loro star Finn Russell. Questa nazionale vive a corrente alternata: talvolta fornisce prestazioni incredibili, con sprazzi di rugby giocato fenomenali; in altre occasioni non sembra di essere in campo e stacca completamente la spina.

L’esordio all’Olimpico è stato segnato dalle condizioni atmosferiche avverse, ma le situazioni che l’Italia è stata abile nello sfruttare hanno come colpevoli i trequarti scozzesi. Nonostante un avvio amaro, all’interno del torneo hanno conseguito diverse prove di forza perlopiù in casa, al Murrayfield. La vittoria sull’Inghilterra e la grande performance contro la Francia hanno evidenziato le potenzialità del gruppo.

Irlanda 8: pesa la (prima) sconfitta contro la Francia

Un cammino fatto di prestazioni vincenti ma non convincenti ha visto l’Irlanda perdere la possibilità di sollevare il trofeo ben due volte all’interno dello stesso torneo, sempre in favore dei francesi. Secondo posto, 19 punti, 4 vittorie su 5 partite. L’esordio perdente in Francia e l’illusione della vittoria la sera dell’ultima giornata, hanno annientato le possibilità irlandesi di ritornare alla vittoria, che manca dall’edizione del 2024. La squadra di Andy Farrell ha inanellato una serie di vittorie pur non fornendo ampie prestazioni di dominio dal punto di vista del gioco.

L’esordio in Francia lasciava intendere un torneo disastroso: 22-0 all’intervallo e un’incapacità di essere realmente competitivi coi francesi. La vittoria sofferta con l’Italia è stata frutto dell’impatto dei titolari “panchinati” per un turnover che poteva risultare rischioso. In seguito a questo avvio turbolento, il rendimento è arrivato e sono saliti in cattedra gli esperti navigati irlandesi. La sorpresa del torneo è senza dubbio Stuart McCloskey. Il classe ’92 irlandese, centro numero 12 titolare, in forza ad Ulster ha dominato in lungo e in largo nel Sei Nazoni.

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Francia 8,5: bellissima, ma poteva fare di più

Secondo successo di fila per la Francia di Fabien Galthié che si aggiudica la vittoria del torneo grazie alla decisiva – ma molto sofferta – vittoria contro l’Inghilterra, arrivata col coltello fra i denti in Francia. Inizio scoppiettante con le prestazioni convincenti contro Irlanda e Galles, ma già con l’Italia qualcosa iniziava a scricchiolare: una larga vittoria sì, ma arrivata solo dal 70′ in poi. La sconfitta contro la Scozia ha rappresentato un primo campanello d’allarme: 50 punti subiti. Nella partita decisiva, i punti subiti sono stati 46. Mai prima d’ora la Francia ha subito così tanti punti consecutivi in una partita ufficiale.

I campioni francesi restano tali per via delle enormi qualità e potenzialità che questo gruppo possiede: un bacino di atleti immenso dal quale attingere, con ricambi adeguati in ogni ruolo. I fenomeni in squadra sono molteplici, ma quello che colpisce sono i lampi di genio: il calcetto preciso a scavalcare i difensori, il ritmo incalzante e una freccia come Bielle-Biarrey all’ala capace di segnare ben 9 mete in tutto il Sei Nazioni.

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