I fratelli Cannone e Fusco cantano l'inno italiano

Weekend che accoglie la seconda giornata del torneo delle Sei Nazioni. C’è grande interesse per l’Italia

La prima giornata del torneo ha già segnato uno spartiacque all’interno della competizione. Francia e Inghilterra si riconfermano le due vere potenze.

Francia domina un’Irlanda in difficoltà

La Francia parte carica e apre il Sei Nazioni in grande stile con una vittoria sull’Irlanda per 36-14. La favorita del torneo esordisce in casa in uno Stade de France dal tutto esaurito. Galthié schiera dal 1′ la miglior formazione possibile e la scelta lo ripaga: all’intervallo i suoi conducono per 22-0. I francesi sono molto ordinati e giocano un rugby veloce, avanzano sempre col pallone tra le mani e si affidano ai maestri Dupont, Jalibert e Ramos. Il solito Bielle-Biarrey apre le marcature, ma non si accontenta e fa doppietta. Soffrono quanto basta per non far vivere allo spettatore un monologo transalpino.

L’Irlanda si presenta al torneo con gravi mancanze in prima linea: i problemi fisici lasciano ai box la maggior parte dei titolari che solitamente Farrell usava. In un primo tempo di totale confusione, gli irlandesi reagiscono a partire dal 60′, facendo due mete nell’arco di tre minuti e portandosi sul 29-14. Le critiche piovute addosso al coach non aiutano l’ambiente: l’Irlanda sembra non poter competere all’altezza delle altre due grandi.

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Inghilterra passeggia al Twickenham

Mai come quest’anno l’Inghilterra si sente pronta a ritornare a vincere il torneo. L’ultima vittoria risale al 2020, quando finì a pari merito con la Francia ma vinse per la differenza dei punti. L’anno scorso hanno potuto solo assaporare la vittoria, finendo solo un punto dietro alla trionfante Francia. Quest’anno i ragazzi di Borthwick vogliono togliersi delle soddisfazioni.

La partita con il Galles è una semplice formalità: un primo tempo schiacciante sul 29-0 lascia presagire un tripudio di mete, e così è. Sette mete in totale, di cui tre realizzate dal classe 2002 Arundell, attualmente a Bath. Il finale recita 48-7 e festa inglese.

Galles, l’Italia vi capisce

Il Galles sta vivendo il momento più buio della sua storia: una crisi senza via d’uscita tra franchigie coi conti in rosso e una mancanza di nuovi giocatori di spessore da immettere nel giro della nazionale. Le prospettive non sono delle più rosee, ma la programmazione e la pazienza sono le uniche armi a disposizione, basti vedere l’evoluzione dell’Italrugby.

Il clima di crisi si respira anche tra i tifosi gallesi: per le partite in programma al Principality Stadium di Cardiff, molti biglietti sono tutt’ora invenduti per via dell’insoddisfazione della gente nei confronti di una nazionale che nel 2021 sollevava questo trofeo.

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Italia, stringiamci a coorte

Necessitavamo di un’impresa e così è stato, senza giri di parole. Il diluvio universale di Roma ha accompagnato l’Italia alla vittoria. Il gruppo era fiducioso del buon risultato e così è stato. La rimessa laterale e la mischia hanno annientato le certezze scozzesi e ci hanno premiato. La strenua e corretta difesa – soprattutto in occasione del finale di partita – ha ingabbiato i giocatori scozzesi. Il migliore in campo è stato Simone Ferrari, ma gli altri nomi di spicco sono stati Zambonin, Lamaro, i fratelli Cannone e Lynagh.

Scozia sottostima l’Italia e viene punita

Townsend non schiera la miglior formazione possibile, escludendo Van der Merwe. Si affida al buon momento di forma dei ragazzi dei Glasgow Warriors e ne schiera 14 – tra titolari e panchinari-. In occasione delle mete italiane, la difesa scozzese si fa trovare impreparata e commette qualche errore di troppo. La sentenza? Sconfitta per 18-15.

Italia: unico upset possibile

Il programma del weekend si apre con la partita alle 15.10 dell’Italia a Dublino, l’unica vera occasione di poter fare uno sgambetto in questo turno. Affrontiamo l’Irlanda nel nostro momento migliore – nonostante le assenze di livello – e ci confrontiamo con una squadra molto ridimensionata, che sta vivendo un periodo duro per via di infortuni ed incertezze interne. Quesada ha deciso di confermare quasi interamente la formazione che è uscita vincente all’Olimpico. Brex assente per motivi familiari. Varney e Capuozzo sono riaggregati in gruppo ma ritenuti ancora troppo precari di salute.

I padroni di casa invece effettuano diversi cambi, portandosi gente di stazza tra i 23 convocabili per cercare di fermare le certezze degli italiani. Farrell opta per un leggero turnover, escludendo dai titolari Gibson-Park in favore di Casey. Rientra a disposizione il tuttofare James Lowe. Non presente nei 23 l’oggetto del mistero Van der Flier. Con Bundee Aki ancora squalificato, l’Irlanda dovrà fare a meno del centro titolare. L’occasione per gli Azzurri è ghiotta come non mai.

Il Murrayfield ospita i “vicini” inglesi

Scozia che rientra dalla trasferta italiana con un misero punto ottenuto per via del bonus difensivo. I rumors intorno al cambio di allenatore in panchina vengono momentaneamente smorzati: Townsend deve poter lavorare serenamente senza essere assalito dalle voci di un possibile approdo di Franco Smith, attuale capo allenatore dei Glasgow Warriors. Nella formazione titolare alcuni cambi, ma ciò che salta all’occhio è l’assenza di titolari provenienti da Edimburgo: Schoeman e Graham si accomodano solo in panchina.

Gli inglesi fanno visita agli scozzesi e si contendono la Calcutta Cup. Borthwick inserisce fra i titolari il capitano Maro Itoje – subentrato in corso di partita nella prima sfida contro il Galles-. In mediana riconfermata la coppia Mitchell – Ford ma occhio al neo entrato Fin Smith. Il mediano di apertura inglese, in forza a Northampton, rientra tra i convocati dopo un’assenza forzata causa infortunio. Lui, insieme al compagno di squadra Pollock – talento cristallino del rugby inglese- saranno pronti a subentrare a gioco in corso. Il pronostico è a favore degli inglesi.

Il Galles ospita i campioni in carica

I gallesi ospitano i transalpini in casa al Principality Stadium. L’allenatore Steve Tandy ha optato per alcuni cambi ma il cuore pulsante della nazionale gallese è rimasto intatto: Rees-Zammit estremo, Tomos Williams mediano di mischia e Aaron Wainwright.

Francia che si presenta con una formazione rinnovata: i due centri Depoortere e Moefana sono infortunati e vengono sostituiti da Gailleton e Brau-Boirie, quest’ultimo esordiente assoluto. Per il resto viene confermata la struttura già vista nel primo turno; in panchina invece diversi cambi e un po’ di riposo concesso da Galthié. La sfida si preannuncia a senso unico, la Francia avrà vita facile a Cardiff.

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