
Nella conferenza stampa post partita, il coach degli Azzurri elogia il gruppo, forte del traguardo raggiunto
I ragazzi della Nazionale hanno fatto la storia! Si tratta della prima vittoria contro l’Inghilterra nella competizione del Sei Nazioni. Dopo 32 incontri dall’esito sfavorevole, la 33esima volta è quella buona. L’Italia sentiva la pressione della partita, conosceva le insidie dell’incontro e la forza degli avversari.
La soddisfazione più grande per l’allenatore riguarda la capacità di poter affrontare gli avversari su un piano differente. “In questo torneo si è cercata la consistenza e nelle quattro partite siamo arrivati a competere con tutte le altre Nazionali” – ha affermato.
Quesada in merito alla settimana in preparazione
Il coach degli Azzurri ha aperto così la conferenza stampa:” La partita l’avevamo preparata in condizioni diverse: c’erano più aspettative del solito, alcune non giustificate.” D’altronde, l’Inghilterra era al completo e ha vissuto un 2025 fantastico con una lunga striscia di vittorie. “Il tema della settimana era vincere i momenti: con loro sotto pressione, noi volevamo una partita chiusa, e così è stato”.
In merito alla gestione della partita, il coach si è complimentato coi ragazzi .” Siamo stati in grado di vivere i momenti difficili e di segnare in ogni situazione, gestendo perfettamente la pressione. […] Nel rugby si deve vincere anche in modo sporco: in questo senso il passo in avanti dei ragazzi mi ha reso fiero. La vittoria era un grande obiettivo, potevamo sì perderla ma avevamo preparato troppo bene questa partita”.
Quesada si lascia poi andare al fiume inevitabile di emozioni e complimenti:” Ci tenevamo molto a questa partita: Castro martedì è venuto per farci un asado buonissimo e Dominguez giovedì ci ha consegnato le maglie facendo un discorso da brividi. E’ difficile trattenere l’emozione, sono felice per loro. I ragazzi sono incredibili, mi riempie di orgoglio. Merito del gruppo, dello staff, tutti hanno lavorato bene. Sono fierissimo, ho fatto grande sforzo per non piangere“.
Embed from Getty ImagesL’analisi della partita
L’Italia era consapevole della difficoltà della partita, e delle abilità degli inglesi, Quesada elogia la difesa dei ragazzi di Borthwick:” L’Inghilterra rallentava molto il gioco nel break down e ha fatto di tutto per complicarci la vita sia a terra che in touche. La loro è stata una difesa efficace. Noi siamo stati bravi a sfruttare i due possessi avuti nel loro campo: punizione e 3 punti con il piede di Paolo e da una giocata strutturata dalla touche abbiamo segnato la meta. […] Un plauso va alla panchina, che è stata abile nel fare la differenza e nel come saper ritornare in partita”.
Spazio anche a Lamaro che ha fatto una disamina delle fasi della partita, suddividendola in due momenti:” Nel primo tempo abbiamo sbagliato touche, e abbiamo subito contro dei calci di seconda. In alcune situazioni eravamo spenti, ma il momento difficile va rispettato, ma si deve resistere. Ogni centimetro in più va guadagnato”.
In merito al giallo di Nicotera, il giocatore della Benetton ha detto:” Nonostante la situazione difficile, con il giallo del “Mulo” si deve spingere gli avversari a una fase in più, testando la loro resistenza anche mentale. In parità numerica per il giallo ad Underhill ci siamo detti che avremmo potuto invertire la pressione. Con il secondo giallo è uscito il sangue dagli occhi, abbiamo messo in difficoltà l’Inghilterra e loro hanno perso la testa, soprattutto in due occasioni quando Itoje e Fin Smith erano sotto pressione.”
Embed from Getty ImagesL’apporto mentale e fisico del capitano Lamaro
Le questione della pressione e delle aspettative ha coinvolto anche Michele Lamaro, che ha ammesso:”All’inizio c’era troppa tensione, ma poi compatti, abbiamo invertito la pressione e siamo riusciti a vincerla. Ci abbiamo creduto dal primo secondo. Avevamo la convinzione di batterli e questa è stata la spinta in più a fine partita”.
Il capitano ci tiene a ribadire la presenza soprattutto mentale dei compagni di squadra:” L’ambizione della squadra va al di là della storia: se ti sovraccarichi di responsabilità, spesso rischi di subire questa pressione. Oggi abbiamo sentito la responsabilità di portare a casa il risultato e abbattere le 32 sconfitte precedenti. Se non fossimo riusciti a farcela, avremmo perso un’occasione. […] Se si guarda solo il risultato non si è efficaci sul lungo termine. […] Purtroppo dentro i 22 avversari segniamo difficilmente, ma la situazione va presa così com’è. Se avessimo più opportunità, agiremmo diversamente”.





Rispondi