
La sfida contro l’Irlanda del Nord non deve spaventare
Stop al campionato, tocca alla Nazionale. Questa sera gli Azzurri affrontano in casa gli avversari dell’Irlanda del Nord. Una vittoria dei ragazzi di Gattuso consentirebbe lo scontro in finale contro la vincente della sfida Galles-Bosnia. L’eventuale vittoria di martedì sera sancirebbe la partecipazione ufficiale al Mondiale da parte dell’Italia.
La classica ansia da prestazione
Il diktat è chiaro: ogni partita è a sé stante. La sfida sulla carta rappresenta sempre un termine di paragone errato. Le qualità dei singoli e della squadra vanno poi trasferite dalla teoria alla pratica. Derby, scontri diretti e partite ad eliminazione diretta acquisiscono un appeal differente rispetto ai match ordinari. L’Italia questa sera è chiamata a fare la prestazione senza troppi giri di parole. Il 3-5-2 di Mister Gattuso riprende il filo narrativo tattico del campionato italiano. Dal canto loro, gli ospiti non hanno nulla da perdere e possono contare sul fatto che tutta la pressione graverà sulle spalle degli Azzurri.
Ad essere onesti, il clima intorno alla Nazionale sta assumendo contorni non ben definiti: un mix di ansia e timore per un fallimento che sembra dietro l’angolo e che farebbe ancora più scalpore delle occasioni precedenti. Oggi più che mai un esito negativo non sarebbe accettabile, sicuramente un’Irlanda del Nord non può fare paura. Dopo i tragici risultati sportivi della Nazionale tra 2018 e 2022, ci si deve rifare. Il percorso non è per nulla impossibile, anzi. Le qualità specifiche delle singole nazionali sono al di sotto della potenza italiani, per questo la provocazione è:” Se abbiamo paura di questa avversaria, pensiamo a quelle che potremmo incrociare al Mondiale…”
Embed from Getty ImagesItalia, serve davvero un motivatore?
Gattuso afferma di essere arrivato alla partita più importante della sua carriera da allenatore. D’altronde al momento della sua assunzione, l’obiettivo principale riguardava il passaggio del turno playoff. A farci sorridere – seppur in minima parte – i sorteggi di dicembre hanno regalato una misera gioia per il popolo italiano; il gruppo B – in cui è inserita l’Italia, qualora vincesse – porta con sé nazionali abbordabili come Canada, Svizzera e Qatar. Lasciateci sognare.
Il dubbio amletico però rimane, anzi non si limita ad essere solo uno. Come mai nessuno vuole allenare l’Italia? Per quale motivo la scelta è ricaduta su Gattuso, un tecnico motivatore più che un tattico? E perché c’è bisogno di smuovere ulteriormente la parte emotiva dei giocatori nonostante la posta in palio sia così alta? I dubbi che circondano la Nazionale sono tanti, troppi forse viste le qualità dei singoli a disposizione. Non mi sento in dovere di accettare la narrazione secondo cui la rosa è “inadatta” perché mancano i fuoriclasse. Vero, non ci sono nomi altisonanti, ma estremizzare e dire che è una nazionale di “scarsi“, no grazie.
Testa a stasera e al percorso della nostra Nazionale…





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