
Il tecnico salentino non si presenta ai microfoni post partita, lasciando parlare il Direttore Sportivo Manna
Pomeriggio duro da digerire per il Napoli di Conte, la sconfitta in casa della Dea per 2-1 porta i partenopei a -14 dalla vetta. Il problema ora sono le inseguitrici: con la vittoria dell’Atalanta, il numero di squadre in corsa per la volata Champions aumenta.
Atalanta e Como si ritrovano a dover recuperare cinque punti per accaparrarsi un posto in Champions League; la Juventus dopo il passo falso in casa con il Como perde punti con le dirette inseguitrici. La Roma di Gasp non delude le aspettative e sigla un 3-0 netto ai danni della Cremonese.
A Bergamo partita dalle mille polemiche
Al 43′ del primo tempo l’arbitro Chiffi assegna un calcio di rigore a favore del Napoli per un contatto tra Hien e Hojlund. Il VAR richiama immediatamente il direttore di gara alla revisione in campo dell’intervento e si opta per la revoca del rigore. “Il contatto c’è stato, ma molto leggero. […] Non tutti i contatti sono infrazione” ha sentenziato Luca Marelli su DAZN.
Ad inizio secondo tempo, il Napoli trova il raddoppio con Gutierrez su assist del danese. Il VAR interviene nuovamente: Chiffi punisce il presunto fallo di Hojlund su Hien in una serie di trattenute reciproche e annulla la rete. La partita terminerà poi sul 2-1 per i padroni di casa.
La reazione della gente
Fa sorridere il commento a caldo di Francesco Molaro, noto giornalista che si occupa del mondo Napoli :” Derubati! Vergogna a Bergamo. […] L’ennesimo furto, l’ennesima situazione pazzesca […] derubati da arbitro e Var”. Sui quotidiani online rimbalzano le dichiarazioni altisonanti di giornalisti che non le lasciano a dire e rincarano la dose:”Ma ci state prendendo per il cu+o? “Site comme ‘e vongole che stanno dint’ô stesso piatto e se sputano ‘ncuollo”. Sistema marcio, putrefatto come diceva il mitico Rambone”.
Il vero show lo offre Manna in conferenza stampa, che prende la parola al posto dell’assente Conte. Il DS del Napoli usa toni duri per un 2-0 annullato ingiustamente e sentenzia ai microfoni di DAZN:” Se il contatto non c’è, non c’è. Poi facciamo la figura dei coglioni e non ci piace”.
Conte, perchè ti nascondi?
La verità è sotto gli occhi di tutti, questo secondo anno a Napoli è da bocciare: da vincitori dello scorso campionato al caos di questa metà stagione. Dopo un mercato estivo ricco di colpi altisonanti, con decine di milioni spesi per cercare di tenerlo ancora alla guida dei partenopei, ora ci si deve accontentare di ben poco. Fuori dalla Coppa Italia, percorso di Champions indecente, fuori dalla lotta Scudetto e ora immersi nella bagarre per l’Europa “che conta”.
Tutto questo per via di infortuni e bocciature di giocatore ritenuti inadatti. Conte ha messo alle strette De Laurentis, chiedendogli di spendere e spandere per cercare di avere una risa competitiva. Il problema sono i limiti dell’allenatore che non è riuscito a celare in nessuna delle esperienze precedenti: Conte crea una macchina quasi perfetta per la prima stagione, ma al suo schiocco di dita decide di autosabotarsi. Ciò che lascia alla fine del suo percorso? Un gruppo sì vincente, ma distrutto.
Caro Antonio: forte in panchina, meno a livello di persona
In campo è sempre stato definito da tutti come un comandante che esige e pretende il massimo da ognuno. Urla, muove i suoi giocatori come pedine e si dimostra sempre molto rigido. Fuori dal campo invece, assume “toni spiacevoli” in quanto non riesce a limitarsi nel fornire dichiarazioni pacate. Spesso si contraddice nel corso degli anni e non si fa problemi nel “lavarsi le mani” e attribuire le colpe agli altri.
Conte grazie al suo status di allenatore vincente in contesti nazionali, si è guadagnato implicitamente una fetta di “seguaci” che pendono dalle sue labbra. Così facendo, riesce a spostare facilmente l’attenzione sui concetti che lui vuole evidenziare. Ieri, nel post partita ha pensato bene di rendersi partecipe di un’altra delle sue trovate mediatiche, questa volta rifiutandosi di rilasciare interviste. Al suo posto il direttore sportivo Manna. Alt.
Lo stesso Conte – che aveva denigrato l’Inter e Marotta per le dichiarazioni post Napoli-Inter di fine ottobre- ha disertato la conferenza stampa. In quell’occasione utilizzò parole dure nei confronti della società meneghina :” L’Inter appena può manda Marotta. Per il Napoli vengo io a parlare. […] Io non avrei permesso a un dirigente di commentare. Io non ho mai chiesto a un dirigente di fare il papà e venire a parlare”.
Consigli per il futuro
Caro Antonio, in questo momento in cui il calcio italiano vive un periodo buio, devi farti riconoscere negativamente utilizzando l’ipocrisia come arma. Questo silenzio stampa è stata l’ennesima dimostrazione del personaggio che ti sei costruito. Un personaggio ipocrita, saccente che non si fa problemi nel gettare i problemi addosso alla gente e a puntare il dito contro qualcuno.
Suggerisco di non rilasciare dichiarazioni da persona sbruffona a gradassa, il calcio già è attanagliato da questa gente. Denigrare l’operato altrui non porta a nulla. Basterebbe utilizzare toni più pacati e ponderare ogni dichiarazione. L’assenza ai microfoni di DAZN nel post partita è stata – di fatto- un autogol totale. D’altronde Antonio, la fossa te la sei scavata da solo. Ora devi uscirne, o forse devi scappare, come hai sempre fatto.





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