Adam Silver in conferenza stampa in merito all'NBA

Silver pensa alla contromossa per disincentivare le franchigie a tankare brutalmente

Nella lega di basket più importante al mondo, dove l’equilibrio è garantito e ogni squadra ha uguali possibilità di vincere, fa discutere il caso Utah Jazz. La franchigia di Salt Lake City è attenzionata dal commisioner NBA Adam Silver per via delle troppe sconfitte subite “volontariamente”.

NBA è sinonimo di eque possibilità

La National Basketball Association garantisce uguali possibilità a tutte le franchigie all’interno di un sistema bilanciato. Le trenta realtà partecipanti hanno vincoli economici da rispettare ed eventuali penalità in caso di sforamento di certe soglie. L’aspetto fondamentale da tenere in conto è la capacità di “saper vendere un prodotto” al pubblico attraverso diritti televisivi, sponsorizzazioni globali, biglietti e merchandising.

Gli accordi stipulati tra lega, giocatori e franchigie, prevedono che i soldi a disposizione e destinati ai contratti dei giocatori cambino di anno in anno. Ogni franchigia ha un suo “salary cap” nonché tetto salariale che è obbligata a rispettare, pena l’aggiunta di un pagamento proporzionale chiamato “luxury tax” per coloro che sforano questo ammontare.

Ogni giocatore è inserito in una categoria di appartenenza in base a quanti anni di esperienza ha all’interno della lega. Per via di questo fattore, l’atleta avrà un determinato salario che deve rispettare certe cifre prestabilite. In questo contesto, i giocatori possono essere acquistati mediante scambi o attraverso l’offerta di un contratto per il caso dei “free agent” (svincolati).

La volontà di accumulare scelte

Il tanking è quella pratica adottata da alcune franchigie per cercare di perdere quante più partite all’interno della stagione regolare al fine di avere una più alta percentuale di ottenere la prima scelta. Ogni anno escono dai college decine di ragazzi che aspirano ad ottenere un contratto NBA. Solo 60 di essi riescono a coronare il sogno – qualora le franchigie volessero firmarli-.

Ogni squadra ha annualmente 2 scelte: una al primo giro (1-30) e l’altra al secondo giro (31-60). L’ordine ipotetico viene stilato in base al numero di sconfitte all’interno della stagione regolare di una singola franchigia. Un maggior numero di sconfitte concede al massimo il 14% di possibilità di poter scegliere il ragazzo più talentuoso. Successivamente, queste pick ottengono un ordine ben preciso che viene estratto durante la Lottery, attraverso un sistema casuale, paragonabile alla lotteria.

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Il vantaggio di scegliere alle posizioni alte al Draft consiste nel firmare un giovane atleta di talento con una franchigia ad un salario basso e fisso per più anni.

Il tanking conduce alla via del successo

Le franchigie godono di uguale spazio salariale, ma ogni realtà attrae più o meno giocatori: logicamente un contesto perdente allontana gli interessi degli atleti. Il rebuilding è quella pratica che dura svariate stagioni in cui una squadra vuole ricostruirsi, cercando di tenere un monte salari basso, inglobando contratti scomodi e accumulando scelte future al draft.

Tutte le franchigie hanno adottato nella loro storia questa pratica e ne sono uscite vincenti in un secondo momento. La scelta del giusto giocatore all’interno del draft coincide con la crescita del valore della franchigia e dell’appetibilità di essa da parte degli altri atleti. La volontà di perdere “appositamente” e cercare di rifondare dalle basi una franchigia prende in nome di “tanking”.

Il tanking non va condannato, né elogiato

Logicamente i proprietari delle franchigie non vogliono vedere dal canto loro una successione di stagioni perdenti, in quanto condizionerebbero troppo negativamente la loro reputazione. Al contempo, sono consapevoli del fatto che il “tankare” appartiene ad una ciclicità temporale dove una franchigia può uscirne scegliendo le giuste persone in ogni ambito: dalla dirigenza, agli scout, passando per i giocatori stessi.

Le stesse disponibilità economiche, le diverse probabilità di ottenere una scelta alta e le speranze di redenzione appartengono ad una narrativa strettamente americana. Il successo di questo modello è in primis televisivo: la gente si affeziona al giocatore franchigia, apprezza la trama della costruzione di un progetto vincente partito dal nulla.

Limitare questa pratica non produrrebbe nessun effetto positivo, anzi danneggerebbe lo spettacolo del processo di redenzione. Gli esempi di franchigie rinate dopo periodi bui di tanking sono oggi modelli di pallacanestro. Gli Oklahoma City Thunder rappresentano il perfetto esempio di rinascita cestitica: dopo il periodo buio del 2021/22 con 24 vittorie e 58 sconfitte, sono diventati campioni NBA la scorsa stagione.

” Trust the Process”

Una risposta a “NBA: Silver si lamenta del selvaggio tanking di alcune franchigie”

  1. […] notizia era già nell’aria: Adam Silver è intenzionato ad intervenire per far fronte al problema […]

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