
Ce lo si poteva aspettare, una trade deadline come quella dell’anno scorso era difficile da ripetere. Quest’anno solo Harden ha scombinato i piani in tavola.
Sarebbe stato bello rivivere lo scambio dell’anno scorso. Il 2 febbraio 2025 Anthony Davis salutava i gialloviola per approdare ai Mavericks e Doncic faceva il percorso inverso direzione Los Angeles, sponda Lakers.
Cosa ne resta in mano ai Mavericks dello scambio a distanza di un anno ?
Semplice, il nulla più totale. A Dallas, Davis venne accolto insieme a Max Christie e una prima scelta futura. L’allora GM Nico Harrison pensava di poter entrare in modalità “win now” affiancando Kyrie Irving a Davis. La realtà è stata però ben diversa: Kyrie si rompe, Davis costantemente coinvolto in piccoli fastidi. Il risultato? Solo 1 partita disputata insieme e 29 le partite giocate con la maglia della franchigia texana per l’ex NOLA.
A peggiorare le cose, oggi l’ufficialità della trade: Davis spedito a Washington in cambio di Khris Middleton, AJ Johnson, Malaki Branham e Marvin Bagley III. Incluse nel pacchetto dei Wizards anche due prime scelte al Draft (quella dei Thunder di quest’anno, e la prima scelta 2030 dei Golden State Warriors, ma protetta 1-20) e tre seconde scelte. Sostanzialmente il nulla.
Harden, il solito mal di pancia da superstar gli permette di essere scambiato
Il famoso “super potere” delle superstar non lascia spazio all’immaginazione. Harden chiede espressamente di essere scambiato dai Clippers e approda ai Cleveland Cavaliers, una contender per le Finals. Il “Barba” ha deciso di mollare il progetto di Steve Ballmer , nonostante fossero in una buon momento con 17 vinte nelle ultime 21 partite. Il posto ai play in agganciato ed un Kawhi Leonard sano non sono bastati a farlo rimanere.
“(Harden) said we could do something… It’s him expressing his hunger. He’s trying to get (a ring). I’m trying to get one…” ha detto poco tempo fa privatamente a Donovan Mitchell ed ora eccolo lì al suo fianco.
L’obiettivo più generale dei Cavs è di poter competere all’anello l’anno prossimo, con una grande pedina in più: LeBron James. Gira voce che “The Chosen One” voglia terminare la sua carriera facendo un farewell tour nella sua Cleveland. LBJ ha la no-trade-clause e quindi può decidere di essere scambiato solo in prima persona. Per essere mosso, basta che rifiuti la sua player option da 52,6 milioni di $ e diventerebbe così free agent. Cleveland è la seria candidata a riavere il nativo di Akron, nuovamente con sè.
Tanto rumore ma nulla di fatto: Giannis se ne andrà sicuramente, ma in estate
Fine di una telenovela stile Beautiful. Il greco rimane fino a fine stagione e cercherà in qualsiasi modo di rientrare il prima possibile. Ora ai box per un mesetto, poi dentro le rotazioni a marzo. Al suo rientro – come conferma lui stesso – cercherà di aiutare la sua Milwaukee a centrare l’obiettivo playoff e togliersi qualche (ultima) soddisfazione. Finiti i misteri tra account social svuotati, frasi criptiche e dichiarazioni altisonanti. La dirigenza Bucks in prima persona ha rifiutato le proposte provenienti dalle altre franchigie perché definite insufficienti rispetto al valore del greco. La certezza c’è: Giannis andrà via in estate solo alle giuste condizioni.
Si può dire ufficialmente, mercato degli scambi concluso. I “pezzi grossi” come Morant, Kawhi e Giannis rimangono tutti alle loro franchigie. In attesa di essere mossi (il prima possibile).





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