
Nel periodo più tranquillo dell’NBA, esce una notizia a dir poco clamorosa che vede Durant travolto dalle accuse
Nel weekend di riposo dalla stagione regolare – per lasciare spazio all’All Star Game – Durant viene travolto da una scia di accuse nei suoi confronti per un possibile uso spropositato di un account fake.
Il precedente storico
Nel 2017 Durant si è reso protagonista di una spiacevole gaffe a livello mediatico. Un utente su Twitter gli aveva chiesto il motivo per il quale nell’estate 2016 avesse abbandonato i Thunder per approdare ai Golden State Warriors. Il giocatore ha risposto personalmente con il suo profilo ufficiale ma parlandone in terza persona con toni alquanto frizzanti.
Il tweet fu poi subito cancellato ma molti utenti online iniziarono a pensare che si trattasse di uno sbaglio: KD ha risposto direttamente alle domande degli utenti pensando di aver effettuato l’accesso sul suo “burner account” (account fake). Pochi anni dopo, lui stesso ha ammesso la sua colpevolezza. Il tweet era esagerato nei toni per via della critica al sistema di OKC:dall’allenatore Billy Donovan, all’inadeguatezza del roster.
Il fatto di usare un account fake non rappresenta un fatto grave in sé, ma dipende dal tono usato in quel contesto. Un precedente pericoloso ha avuto come figura cardine Brian Colangelo, dirigente statunitense ed ex General Manager dei Philadelphia 76ers. Nei suoi svariati falsi account su Twitter, criticava apertamente la franchigia e le accuse rivolte a lui lo obbligarono alle dimissioni e all’allontanamento definitivo dal mondo NBA.
Il Lupo perde il pelo ma non il vizio?
La supposizione clamorosa esce il 16 febbraio 2026: alcuni utenti di X rivelano di essere in contatto con un utente dal nome “@gethigher77” che pare essere Kevin Durant. L’account creato nell’agosto 2021 ha come nickname “getoffmydickerson” ed è stato reso ora privato. La coincidenza vuole che lo stesso gufo appartenente alla gif visibile sul profilo ufficiale di Durant, sia anche l’immagine di sfondo dell’account in questione.
Per di più, in una chat privata di gruppo su Twitter l’account incriminato parla liberamente del mondo NBA. Le chat denotano un modo di comunicare attribuibile ad un giocatore dentro il sistema NBA, libero di parlare di compagni di squadra ed allenatori.
All KD twitter burner chat leaks
by u/Corrupt_Arrow in rockets
L’account in questione non si risparmia su nessun fronte: attacchi a Sengun e Jabari Smith – attualmente compagni di Durant a Houston. Inoltre, critiche mosse ad ex compagni di squadra come Ben Simmons e Devin Booker. Al contempo scomoda nomi grossi come Kyrie Irving, Harden e Curry.
In questo profilo -a differenza dell’altro- Durant non si nomina mai direttamente, ma parla liberamente di tutto, con zero discrezione. Sembra rappresentare più un’alternativa per parlare con una cerchia ristretta di amici, senza essere sommerso da migliaia di commenti di utenti.
Tanti, troppi indizi
La prima coincidenza è fornita da un’interazione del profilo incriminato con un utente di X, un tale “Multi Opinionnaire” che ha nel suo profilo personale tremila followers, tra cui l’account ufficiale di Kevin Durant. Situazione analoga per un altro account che interagiva con lo stesso account in questione.
Un’ulteriore prova appare su Twitter nel momento in cui un amico di Durant chiede direttamente all’account fake :”When you back on the court?”. Quasi come se fosse una questione direttamente rivolta al giocatore infortunato.
Un altro indizio appartiene alla singolarità di un utente di X, un tale “CantGuardBook” che si è trovato bloccato sull’account ufficiale di Kevin Durant ma al contempo anche sul profilo fake.
La teoria è rimbalzata sul web e ha trovato delle fondamenta di verità dal momento che Durant è apparso all’All Star Game sempre connesso al suo telefono: dall’ingresso agli spogliatoi, alle sessioni di tiro pre partita.
La vera vittima: la franchigia dei Rockets
Qualora queste accuse fossero vere, gli Houston Rockets sarebbero la vera parte lesa in quanto nel giugno dell’anno scorso, KD è arrivato via trade. Lo scambio ha coinvolto Jalen Green, Dillion Brooks, la scelta numero 10 del draft passato e 5 scelte future al secondo giro. Il pacchetto per acquisire un 37enne è notevole, e la franchigia texana ha sacrificato buona parte del suo core giovane per fare spazio al prodotto dell’Università di Texas.
Al momento i Rockets sono pienamente immersi nella lotta per guadagnarsi una buona posizione in vista dei playoff e una situazione tale potrebbe rovinare un ambiente di ottime prospettive. Inoltre, se le accuse a Durant fossero confermate, le offese rivolte a Jabari Smith e Sengun sarebbero talmente gravi a tal punto da creare una rottura definitiva tra lui e i giocatori.





Rispondi