
Tiene banco la volontà di entrare nel mercato del basket europeo da parte dell’NBA
Le voci si fanno sempre più insistente e lo spettro dell’NBA avvolge il mondo del basket europeo. Adam Silver, attuale Commissioner NBA , vuole entrare nei sistemi europei, interrompendo il monopolio dell’Eurolega. Si sa: quando al banco delle discussioni irrompe la potenza statunitense, tutti i mercati floridi iniziano ad annusare il possibile guadagno.
Dalla fuoriuscita dei primi rumors, tanto è variato. In questo gennaio, il CEO – nonché “Chief Executive Officer” – dell’Eurolega è cambiato: Chus Bueno è stato eletto all’unanimità. Questa nomina ai piani alti ha portato con sé l’idea che una possibile alleanza con il mondo NBA non sembra così impossibile, anzi. La narrativa precedente era totalmente differente: basterebbe fare un passo indietro di pochi mesi e si leggerebbero minacce legali da parte degli avvocati di Eurolega nei confronti dell’NBA.
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L’NBA ha sempre strizzato l’occhio al basket europeo: amichevoli, tour e partite ufficiali erano i primi segnali di un avvicinamento progressivo al “vecchio continente“. L’improvvisa accelerata arriva nei primi mesi del 2025, quando Silver riprende i contatti con la FIBA – ovvero la Federazione Internazionale di Pallacanestro – e si prefigura la creazione di una lega stabile che possa essere una valida alternativa all’Eurolega. Poche settimane dopo esce allo scoperto in maniera ufficiale affermando di voler “esplorare seriamente” una lega in Europa. Il team statunitense che si occupa del progetto NBA Europe inizia a dare in pasto ai media dichiarazioni precise sull’ideazione effettiva: una struttura concreta composta da una lega a 16 squadre con club già esistenti e nuovi mercati da esplorare nelle grandi città. Si delinea così una lega semi chiusa dai contorni non ben chiari.
Boom! Il caos. Silver annusa l’occasione di un mercato europeo ricco di potenzialità ma estremamente arretrato: il potenziale c’è ma non viene sfruttato. Grandi città, infastrutture, tradizione e pubblico sono i fattori da prendere in considerazione. Il leitmotiv è sfruttare l’incapacità dell’Eurolega nel creare un mercato dal bilancio positivo. Chi meglio degli americani può cogliere la palla al balzo? Nessuno. La competizione attuale non genera guadagni; anzi compromette la sanità delle tasche dei Club con perdite annue di milioni di euro da parte dei Presidenti. L’ira dell’Eurolega è lecita: la maggior parte della squadre hanno firmato un prolungamento decennale delle licenze di partecipazione solamente pochi anni fa. Al contempo, spuntano le prime ipotesi concrete della stagione d’esordio, quella del 2027. Il monopolio dell’Eurolega sembra venire meno.
Chus Bueno risana l’ambienta e opta per la pace
La nomina di Chus Bueno rappresenta un’apertura nei confronti del progetto NBA Europe. I precedenti discorsi di scontro legale vengono meno in favore di una possibile alleanza. La “nuova competizione” che si verrebbe a creare – nonostante le regolamentazioni non ancora definite – deve però far fronte alla richiesta di massima trasparenza da parte dei Club. Ad oggi in NBA si conosce anche il singolo centesimo del contratto in essere di un atleta, con dei vincoli salariali prefissati. Al contrario, in Eurolega si hanno solo stime di valori dei contratti, in cui il monte ingaggi è solamente approssimato. Inoltre, la volontà dei super proprietari (con manie di protagonismo) di sottostare a un certo livello di spesa ed avere eque possibilità di spesa per il mercato, non li renderebbe felici. Tutt’altro.
Logicamente la prospettiva futura è tutta in divenire e la negoziazione in merito ad ogni singolo aspetto tecnico richiederà tempo, ma gli sforzi convergono per un bene comune. Le voci che spaventano più di tutti i Presidenti dei Club riguardano i rumors secondo cui per far parte di questo grande progetto, vi sia la richiesta economica di un buy-in di 500 milioni complessivi validi per le dieci stagioni. Cifre astronomiche per il mercato europeo. Per questo, si vogliono sondare mercati “nuovi” in cui vi è la disponibilità effettiva da parte di finanziatori di appoggiare questo progetto in toto. Sbucano così luoghi come Manchester, Parigi, Londra, Berlino, Milano, Roma. Per il momento NBA Europe è un cantiere, per questo l’auspicato inizio fissato per il 2027 sembra oggettivamente irrealizzabile.





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