
Premier: City vince con Arsenal e Burnley, la vetta è raggiunta
Che la Premier League fosse una miniera di spettacolo, beh non è cosa nuova. I campioni del pallone reputano il campionato inglese come il contesto migliore in cui potersi esprimere, dato l’alto grado di competitività e la folta schiera di talenti. Anche a livello di guadagno personale, la massima serie inglese rappresenta un’isola felice in cui la media dei salari è nettamente più alta in confronto agli altri top campionati europei. Le entrate economiche date dagli stadi di proprietà, dai diritti televisivi e dall’attaccamento dei tifosi permettono un mercato florido.
“Are You Not Entertained?”
Anni 2000. Esce nelle sale italiane “Il Gladiatore”. Massimo Decimo Meridio – interpretato da Russel Crowe – dopo aver vinto un combattimento in arena afferma :“Are you not entertained? It is not why are you here?” (Non vi siete divertiti? Non siete qui per questo?). Il parallelismo è dato. Noi tifosi e appassionati di calcio cerchiamo lo spettacolo ed il divertimento nei campionati esteri. La Premier League è la fonte di svago per eccellenza in cui l’alto livello di tasso tecnico, il ritmo frenetico e i nomi roboanti garantiscono la messa in scena di uno show.
La vittoria di misura ottenuta ieri sera in casa del Burnley ha permesso il sorpasso sull’Arsenal. Le due squadre, appaiate a quota 70 punti, avranno un tour de force per il finale di stagione in volata con 5 partite che decidono un intero campionato. Non casualmente, lo stesso Manchester City ha avuto nella sua storia recente campionati vinti per uno scarto inferiore a 3 punti. Basti pensare alla stagione 23/24 con un +2 sull’Arsenal, o alla stagione 21/22 con lo scarto di un solo punto dal Liverpool. Basterebbe questo dato per far incollare gli occhi allo schermo ad uno spettatore (anche non appassionato alla massima lega inglese).
Il problema non era la Superlega?
La polemica del giorno ricade sullo “scoglio” Superlega. L’intero progetto – ormai affondato – dell’élite del calcio ha sollevato una mole non quantificabile di polemiche per via della scorrettezza competitiva all’interno del panorama globale. Il solo pensiero che un certo numero di squadre potessero godere di benefici economici ulteriori rispetto al loro status già avvantaggiato, sarebbe stato impensabile. In effetti in un sistema calcistico europeo scollegato, il voler ricompensare una squadra già in salute a livello di tasche risulterebbe ancora meno equo.
A dirla tutta però, le lamentele contro questo sistema valgono ben poco. Nella massima competizione europea, ovvero la Champions League, raramente notiamo dei veri outsider che si prendono la scena e irrompono tra le big già affermate. Solo l’Inter ed il Borussia Dortmund negli ultimi 5 anni sono riuscite ad inserirsi in questo “Olimpo”. Per il resto, realmente, solo le classiche corazzate “spendaccione” si contendono il trofeo: PSG, Arsenal, Bayern Monaco e Real Madrid. Che tipologia di competizione si crea quando il budget trasferimenti e stipendi di certe società è così elevato? Una realtà non equa ma divertente.





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