Immagine con sfondo delle nuvole e scritte in mezzo. Focus è sull'immagine del VAR

Una triste VeRità

La stagione 2025-2026 di Serie A sta rivelando falle nel sistema a livello regolamentare: mai prima d’ora un numero così elevato di errori ed imprecisioni potrebbero condizionare un intero campionato. Lungi di me voler accusare i piani alti dell’Associazione Italiana Arbitri. Il derivato senso di ingiustizia generale causato da uno sbilanciamento di valutazioni di gioco, riporta malumori generali all’interno del mondo calcistico. Essendo uno sport di contatto, la valutazione specifica del singolo caso è notoriamente difficile.

Fattori relativi a queste situazioni come intensità, vistosità e gravità, impattano sulle decisioni degli arbitri. Il Var non riesce talvolta a fornire un’accurata visuale dell’accaduto: un contatto a velocità normale assume sfumature differenti rispetto al replay a velocità rallentata. Il semplice tocco non può essere valutato “riavvolgendo il nastro” frame dopo frame. Si andrebbe ad alterare il flusso del gioco e si dovrebbe analizzare ogni singola azione in un campo da calcio nei 90 minuti.

Una resa incondizionata

“Ci arrendiamo!” E’ l’unica frase che gli addetti ai lavori possono pronunciare. Ci si trova di fronte ad una serie di episodi in cui le decisioni ed i criteri variano da giornata a giornata. La ricercata uniformità di valutazioni rappresenta solo un’utopia. Ad aggravare il tutto, si aggiunge lo “spettacolo” di Open Var. La discussione ex post di episodi settimanali non fa altro che aumentare le polemiche tra audio mancanti, improbabili scusanti e spiegazioni scriteriate.

Codificare minuziosamente ogni passaggio del gioco è impossibile. Puntare all’identificazione di casi specifici con supporto immagini e video annessi sarebbe ideale. Per onestà intellettuale è giusto spezzare una lancia in favore della classe arbitrale: i giocatori soni i primi colpevoli. Simulazioni e accentuazioni di contatti indirizzano implicitamente la decisione del direttore di gara. Questo comportamento scorretto è già stato lamentato dal designatore Rocchi.

Le VARiazioni portano alla felicità?

La soluzione più banale ma al contempo più effettiva sarebbe quella di varare modifiche al regolamento in essere. Nel corso delle stagioni si è cercato di trovare un metro di giudizio quanto più uniforme, ma ad oggi non si riesce a trovare la quadra. La soluzione per certo da non cavalcare è quella di optare per il “Var a chiamata” stile Football Americano: il ritmo del gioco sarebbe ancora più spezzettato. Dal canto mio, proporrei un ampliamento esponenziale dell’uso della tecnologia al fine di usarla per ogni situazione: calcio d’angolo, ammonizioni, rimesse laterali nella metà campo avversaria.

Il pensiero finale è semplice: non si troverà mai la soluzione che faccia stare bene ambedue le “fazioni“. Ci sarà sempre la parte critica e “fallata” del sistema in cui una società si sente depredata della vittoria rispetto all’altra. Il sentimento dell’appartenenza ad un club rispetto che ad un altro non può prescindere dall’essere offuscato mentalmente dalla buona applicazione del regolamento. La volontà generale è trovare un buon equilibrio di valutazioni nel corso dell’intero campionato.

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